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Record Store Day / 16 aprile 2011

Va bene. Il 16 aprile, domani, è il Record Store Day e il caro @disappunto (a.k.a Francesco [se non leggete il suo blog Bastonate è giusto che le prendiate {le bastonate, appunto}]) mi ha chiesto di scrivere qualcosa su questo evento sapendo che mi interesso e cibo di suoni ogni santo giorno della mia vita. Quindi eccomi qui che mi appresto a descrivere una delle tante prospettive del rapporto più intenso e duraturo della mia vita, quello con la musica (foreveralone).

Il negozio di dischi è qualcosa che oggi non esiste più, o meglio, esiste sotto forma di megashop, megaworld, merdaworld e chi ne ha più ne metta. Ecco, questi negozi hanno a mio parere (ed ho ragione) davvero poco senso di esistere in questo momento, dato che hanno gli svantaggi dei costi di un negozio fisico, non c’hanno un cazzo di figo, praticamente solo roba mainstream e soprattutto non si va a formare quel rapporto così particolare, intimo e amicale con “il venditore di dischi”. Per me chi ti vende i dischi dev’essere una persona che ti conosce, che sa chi sei, cosa ti piace e soprattutto cosa ti potrebbe piacere.

Questo per me era fondamentale, difatti a dispetto di molti amici che avevano il classico fratellone più grande che indottrinava questi vergini pulcini cresciuti a sigle di cartoni animati e spot pubblicitari facendo loro conoscere i capisaldi della musica moderna/contemporanea, il sottoscritto, essendo figlio unico, aveva come unica fonte di conoscenza alternativa a MTV, le riviste o appunto queste figure onniscienti a cui affidavi ogni tua voglia di scoprire. Parlo di Milano, ricordo ad esempio Mariposa, quello sotto la metro a Duomo dove ancora adesso le nuove uscite le scrivono sulla lavagnetta a pennarello, oppure da New Zabriskie Point in zona via Torino, dove c’era il meglio del punk/hc (ormai trasferitosi fuori Milano), oppure il Sound Cave, di fronte alle colonne di San Lorenzo, per gli appassionati di metal/industrial e robba pesa.

Ora l’unico negozio di dischi dove mi rifornisco e dove ho il piacere di stare lì, chinato sulle ginocchia a scorrere tra le copertine di cd e vinili interessanti e nuovi è Buscemi, dietro alla stazione di Cadorna. Ma uno è un po’ poco per una città come Milano. Ovvio che la situazione mi sembra inconciliabile perché il web è più comodo e soprattutto costa meno, d’altra parte non vorrei mai rinunciare al negozietto dove vai a comprare ma anche a parlare di musica. Dovrebbe esistere un posto che venda dischi fichi con personale fico a prezzi del web. Forse quando Berlusconi morirà, succederà anche questo. 

Oppure avrei potuto sempilcemente linkarvi questo video:

cocaina/merde? oh yes

Questa è la mia milano: un inverno di qualche anno fa, nebbia, rumore del tram

Pioggia, grigio, clacson: benvenuto a Milano
il mio pensiero di stamattina in mezzo al traffico, mentre osservo una macchina targata Roma.

BerlusLecter

BerlusLecter

ahhh ho capito, erano le prove per www.sosiaintheworld.com